Vendita immobile non accatastato, è possibile?

Sei sicuro che il tuo immobile sia correttamente accatastato?

Se vuoi mettere in vendita il tuo immobile,  sappi che non è possibile la vendita di un immobile non accatastato a meno che il tuo immobile non rientri nella lista di esclusioni dall’obbligo di accatastamento.
Ma allora cosa fare per verificare ed eventualmente ripristinare la conformità catastale dell’immobile per procedere alla vendita? Quali sono gli immobili che non devono essere accatastati?

Quando non occorre accatastare?

Alcuni immobili sono esclusi dall’obbligo di accatastamento, per cui in questi casi la tua vendita di immobile non accatastato potrà procedere senza problemi:

  • manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati; manufatti isolati privi di copertura; manufatti precari, non stabilmente infissi al suolo
  • serre adibite alla coltivazione e alla protezione delle piante sul suolo naturale
  • vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni
  • tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri e volumetria inferiore a 150 metri cubi
  • fabbricati in corso di costruzione-definizione; fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado
  • beni costituenti infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione

Come verificare se il tuo immobile è accatastato?

Per verificare che il tuo immobile è accatastato per prima cosa ci si deve rivolgere all’Ufficio catasto del proprio Comune per verificare l’effettivo censimento dell’immobile.
Oltre a verificare che l’immobile sia registrato, devi anche verificare che i dati depositati al Catasto siano aggiornati allo stato attuale dell’immobile, in caso siano state effettuate delle modifiche rilevanti nel corso del tempo.
Bisogna quindi verificare che la planimetria catastale depositata corrisponda allo stato di fatto dell’immobile altrimenti occorre correggerla.
È obbligatorio l’aggiornamento della planimetria in caso di importanti modifiche alla superficie o alla destinazione d’uso dell’immobile, come ad esempio:

  • rilevante ridistribuzione degli spazi interni
  • realizzazione di nuovi servizi igienici
  • realizzazione di soppalchi
  • modifica nell’utilizzo di balconi e terrazze
  • utilizzazione del retrobottega di un negozio come spazio destinato alla vendita

Quando non è necessario aggiornare la planimetria catastale?

Nel caso di ‘difformità lievi’ tra la planimetria catastale e lo stato attuale dell’immobile, non è necessario aggiornare la planimetria.
Si parla di ‘difformità lieve’ per tutti quei lavori di ristrutturazione che non comportano modifiche del numero dei vani, della superficie calpestabile o della destinazione d’uso.
Ovvero, tutte quelle modifiche che non incidono sulla rendita catastale. In caso di vendita, il notaio potrebbe però richiedere un attestato di conformità in cui si dichiari la corrispondenza tra la planimetria catastale e lo stato di fatto dell’immobile.
 

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