Riforma del catasto: verso il 1° gennaio 2026

Il disegno di legge delega per la revisione del sistema fiscale, recentemente approvato, prevede quattro principi cardine:

  • lo stimolo alla crescita economica, tramite una maggiore efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui fattori di produzione;
  • la razionalizzazione e semplificazione del sistema, anche mediante la riduzione degli adempimenti e l’eliminazione dei micro-tributi;
  • la progressività del sistema, mantenuta seguendo i dettami della Costituzione;
  • il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.

Tra gli obiettivi della legge delega vi è poi anche una efficace riforma del Catasto, laddove l’art. 7 della Legge così dispone:

Riforma del catasto: verso il 1° gennaio 2026

È dunque prevista, innanzitutto, una ricognizione dell’odierno sistema e una modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili (comma 1), con l’introduzione di strumenti, a disposizione dei comuni e dell’Agenzia delle Entrate, per individuare gli immobili non censiti, o che non rispettano l’effettiva reale consistenza o destinazione d’uso o categoria catastale, nonché dei terreni divenuti edificabili, ma ancora censiti come agricoli, e, infine, degli immobili abusivi.
Il fine di questa prima fase è dunque quello di una ricognizione dell’esistente.

In una seconda fase, poi, a decorrere dal 1° gennaio 2026, si dovrà realizzare la vera e propria revisione del catasto (comma 2), attraverso la costituzione di un sistema catastale basato, oltre che su una rendita parametrata ai valori di mercato, anche sul valore patrimoniale del bene, con un adeguamento periodico degli stessi valori.
L’art. 7, comma2, lett. d), dispone però che le nuove rendite non verranno utilizzate ai fini del calcolo di imposte e tasse, al fine appunto di evitare un aumento delle imposte e tasse basate sulla stessa (nuova) risultanza catastale.
L’obiettivo è dunque quello di rivedere le rendite catastali degli immobili situati sul territorio nazionale, laddove il sistema attuale è basato su estimi (cioè le rendite) che rappresentano valori teorici dei canoni ormai desueti e superati.
Si vuole pertanto ora introdurre un nuovo sistema di calcolo, cambiando l’unità di misura dal numero dei vani ai metri quadrati dell’immobile, avvicinando così il sistema delle rendite ai valori di mercato.
Vero è, del resto, che le attuali rendite catastali sono basate su tariffe d’estimo individuate ormai decenni addietro e rivalutate con l’applicazione di inefficienti moltiplicatori.
 

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