Riforma catasto e revisione estimi


...Secondo il Presidente Stanghellini, la fotografia aggiornata della realtà consentirà alla politica di esprimere la propria visione sulla società e sull’economia
“Poiché negli ultimi decenni la pressione fiscale sulle famiglie e sul lavoro è progressivamente aumentata fino a raggiungere livelli abnormi, le preoccupazioni per un suo eventuale ulteriore incremento per effetto dell’aumento dei valori costituenti la base imponibile delle imposte immobiliari sono più che giustificate”.
 
Spiegando la posizione dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), Stanghellini prosegue: “Tuttavia, una cosa è l’appropriata individuazione dei valori costituenti la base imponibile delle imposte immobiliari, altra cosa sono le tipologie di imposte applicabili e le relative aliquote. Le due cose non possono e non devono essere mescolate perché afferiscono a due sfere diverse: la prima prevalentemente alla sfera tecnica, la seconda esclusivamente alla sfera politica”.
 
L’attuale catasto dei fabbricati - aggiunge il Presidente INU - è stato impostato nel periodo fra le due guerre ed è entrato in vigore nel 1939. Più di 80 anni fa, quando il patrimonio edilizio nazionale era radicalmente diverso da quello attuale. I garage non c’erano ma c’erano le stalle. Gran parte delle case erano prive di acqua corrente e di servizi igienici. I pochi uffici esistenti non avevano niente a che vedere con quelli attuali. In una economia prevalentemente agraria con città ancora piccole, l’attenzione del catasto era concentrata sui terreni agricoli e sui fabbricati, ed ignorava l’esistenza delle aree edificabili.
 
“E le rendite catastali allora attribuite a categorie di beni immobili ben diverse da quelle attuali sono state qualche volta occasionalmente aggiornate ed elevate con l’applicazione di moltiplicatori scollegati dalle caratteristiche tecniche ed economiche dei beni. Cosicché le rendite catastali oggi esistenti originano prelievi fiscali spesso casuali e sono fonte di una iniquità che si dilata dal settore immobiliare alle politiche sociali...

“La riforma del catasto e la revisione degli estimi catastali è una attività tecnica, non politica. In questo, come in tutti i campi, l’appropriata conoscenza tecnica dei fenomeni è la condizione imprescindibile perché la politica possa compiere scelte consapevoli, responsabili ed efficaci. È al momento delle scelte inerenti alle misure fiscali, e cioè i tipi di imposte e le aliquote, che la sfera politica potrà esprimere la propria visione sulla società e sull’economia. La revisione degli estimi catastali apre dunque all’assunzione di responsabilità chiare ed ineludibili da parte della politica”.
 
A tal fine l’appropriata conoscenza dei valori immobiliari e della loro variazione nel corso del tempo è la base per indurre comportamenti virtuosi nel mercato, agevolando in modo consapevole ed efficace gli investimenti privati rivolti alla rigenerazione urbana ed edilizia, e favorendo e tutelando il diritto alla casa.
 

 

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