La storia della mia casa. RACCONTI TRA LE MURA

Nella grande letteratura di tutti i tempi e di tutti i paesi, la storia delle famiglie è anche, spesso, la storia della loro casa o delle loro case. Reggia o capanna, palazzo o baracca, castello o abituro operaio... non c'è vera saga senza bicocca, magione, villa. La vicenda individuale può essere apolide, errabonda, senza fissa dimora. Il racconto corale e plurigenerazionale sottintende un contesto, un luogo, in molti casi "quattro mura", siano esse di lamiera o merlate, di tronchi o di cristallo, di ghiaccio o d'oro.

C'è un romanzo in ogni famiglia, c'è un romanzo in ogni casa. C'è un percorso da scoprire nel trascorrere del tempo e nel succedersi degli abitatori di un edificio. Che siano imparentati tra loro o che siano perfetti estranei, coloro che passano lasciano e prendono qualcosa. Gli spazi restano inalterati o mutano radicalmente, ma se la casa supera i decenni e i secoli trattiene la traccia di chi ci è nato, vissuto e morto. La condivisione di un ambito ristretto esalta la percezione del flusso vitale che lega le epoche e le genti.

Ri-scoprire chi, come e quando ci ha preceduti in qualità di dimoranti, soprattutto quando sono nostri avi, permette di sperimentare un'esperienza di radicamento e di "georeferenziazione" molto particolare. E porta a stupirci per come le situazioni, anche in soli due secoli, possano evolversi e cambiare. Un convento diventa caserma e poi caseggiato, un prato diventa cortile, un quartiere scompare per poi riapparire e così via.

“La storia della mia casa”, una ricostruzione del passato dell'immobile nel quale viviamo o che ci sta a cuore, intende svelare proprio quel romanzo, il nostro.

 [di Danilo Craveia]

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