Catasto rispetto all’urbanistica non ha valore probatorio

C’è una radicata credenza per cui il Catasto sia sufficiente ad attestare la legittima destinazione d’uso, ed è errata.
Partiamo da un presupposto fondamentale: il Catasto ha funzione prettamente fiscale, e non ha minimamente funzione urbanistica e di abilitazione in senso edilizio.

In maniera ancora più chiara: il Catasto non incide o legittima alcun intervento di trasformazione edilizia né tanto meno funzionale.
Purtroppo nell’immaginario collettivo delle persone non addette ai lavori è diffuso l’errato concetto che l’unico sistema per individuare la destinazione d’uso in atto relativa ad un immobile sia riscontrare la categoria indicata al Catasto Fabbricati, effettuando perfino una semplice visura catastale.

La funzione di censimento è attribuita al Comune attraverso il rilascio dei titoli abilitativi.
Il Catasto Fabbricati invece individua una specifica classificazione delle categorie funzionali, da applicare per fini di censimento e attribuzione di rendita immobiliare.
Per individuare la corretta e legittima destinazione d’uso dell’immobile, sotto un profilo edilizio/urbanistico, è necessario effettuare le dovute approfondite indagini negli atti abilitativi presso gli archivi comunali.
Anche nella giurisprudenza conferma che alle risultanze catastali non può essere riconosciuto un autonomo valore probatorio anche ai fini dell’individuazione dell’effettiva destinazione d’uso, bensì una valenza meramente sussidiaria (Cons. di Stato VI n. 2769/2015).

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