Bonus mobili, aggiornamento a gennaio 2021

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato il “Bonus mobili ed elettrodomestici” alla legge di Bilancio 2021.
La legge di Bilancio 2021 è infatti intervenuta modificando alcuni aspetti della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, destinata alle abitazioni  su cui si è usufruito del bonus ristrutturazioni.

Le novità 

La prima novità, a cui la guida vuole dare risalto, è che l’agevolazione è stata estesa anche agli acquisti effettuati nel 2021 e può essere richiesta solo da chi ha iniziato la ristrutturazione edilizia della casa da arredare non prima del 1° gennaio 2020.
Ricordiamo invece che per gli acquisti effettuati nel 2020, è possibile beneficiare della detrazione solo se i lavori sono iniziati non prima del 2019.
La guida conferma, poi, che non si perde il diritto al bonus mobili anche nel caso in cui il contribuente, in alternativa alla fruizione diretta della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, abbia scelto di optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura, come ammette l’articolo 121 del Dl n. 34/2020 (decreto Rilancio).

Altra novità evidenziata dall’Agenzia è che a prescindere da quanto speso per la ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 16.000 euro (tetto ora innalzato rispetto ai precedenti 10.000 euro, che ora vanno considerati per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2020) riferito, complessivamente, alle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Il bonus mobili

Quali sono i beneficiari
La guida chiarisce che il bonus spetta unicamente al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio.
In altri termini, solo chi sostiene effettivamente i costi di un intervento di restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ha diritto alla detrazione del 50%.
Attenzione, dunque, perché se in una coppia, uno dei coniugi sostiene tutte le spese per ristrutturare l’immobile e l’altro quelle per l’arredo, il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non spetta a nessuno dei due.

Gli step da seguire

Riguardo agli interventi edilizi che danno diritto alla detrazione, il bonus mobili non trova applicazione se l’intervento è di manutenzione ordinaria all’interno di una singola unità abitativa.
Al contrario, l’agevolazione spetta se si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari residenziali.
Regole diverse per quanto riguarda interventi su parti comuni di edifici sempre residenziali: in tal caso anche la manutenzione ordinaria consente di beneficiare del bonus mobili.

I beni agevolati
Tra i mobili, la cui spesa d’acquisto è detraibile, rientrano per esempio:

  • divani e poltrone;
  • letti e materassi;
  • armadi e librerie;
  • tavoli e sedie.

L’elenco degli elettrodomestici comprende, tra gli altri:

  • frigoriferi e congelatori;
  • stufe elettriche e forni a microonde;
  • lavatrici, asciugatrici e, da quest’anno, anche lavasciuga.

Occhio alle regole

La detrazione Irpef del 50%, calcolata su un massimo di 16.000 euro, ripartita in 10 quote annuali di pari importo, può essere usufruita anche se i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio. Spetta, infine, se i beni sono destinati ad arredare l’immobile, ma l’intervento di ristrutturazione viene effettuato su una pertinenza dell’immobile, anche accatastata autonomamente.
Attenzione a non perdere il beneficio: la detrazione non utilizzata (in tutto o in parte) non si trasferisce né in caso di decesso del contribuente né in caso di cessione dell’immobile oggetto di intervento di recupero edilizio. Pertanto, il contribuente potrà continuare a usufruire delle quote di detrazione non utilizzate anche se l’abitazione oggetto di ristrutturazione è ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo per usufruire del bonus.

Da ricordare che, per fruire del bonus mobili, i pagamenti delle fatture vanno eseguiti con bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito. Occorre, inoltre, conservare la ricevuta del bonifico, quella di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito), la documentazione di addebito sul conto corrente e le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

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